domenica 30 ottobre 2016

Giornata Nazionale della Pasta al Forno - Calendario del Cibo Italiano





Oggi, 30 ottobre 2016, oltre al mio .....esimo compleanno, si celebra la Pasta al Forno. Nell'ambito di un progetto di divulgazione della cultura del cibo italiano, l'AIFB, Associazione Italiana Foodblogger, di cui mi fregio di essere membro, ha realizzato il calendario del cibo italiano, un calendario online, che dedica ogni giorno dell'anno ad una pietanza rappresentativa della tradizione gastronomica nazionale. In questo contesto ogni socio che ne ha preso parte, si è occupato della stesura di un articolo ad hoc, raccontando origini, storia, tradizioni legate al piatto celebrato, completando il tutto con una ricetta.
La Pasta al Forno, esponente di spicco dei primi piatti di riciclo, si esprime al meglio in qualsiasi versione. Questa pietanza, dalle origini antichissime, ha subito nel tempo trasformazioni ed elaborazioni, che non ne hanno modificato la peculiarità principale: quella di essere un comfort food universalmente amato. Ed ecco che la vediamo vestita di bianco, con sola besciamella, oppure di rosso, con ragù, arricchita con ingredienti di recupero o in versione gourmet. Chi più ne ha, più ne metta.
Colgo l'occasione per invitarvi alla lettura di questo articolo, per coinvolgervi non solo nella preparazione di una ricetta tipica, ma in un tete a tete con una Signora delle nostre tavole, che ha molto da raccontarvi.
Grazie ad AIFB per averci dato questa opportunità di approfondimento e conoscenza, da condividere con tutti voi.
Un doveroso ringraziamento anche ai contributors di questa giornata, che hanno partecipato alla celebrazione della Pasta al Forno con altrettante ricette sfiziose: Irene PrandiStefania Pigoni, Tiziana Bontempi, Daniela Ceravolo, Laura Bertolini, Cristina Tiddia. Andate a curiosare nei loro blog: troverete moltissimi spunti interessanti.







  


domenica 27 marzo 2016

Pardulas, ovvero casadinas, in pratica formaggelle: Buona Pasqua dalla Sardegna



 La mia mamma me le ha fatte conoscere come formaggelle: sono dei deliziosi dolcetti a base di ricotta o formaggio fresco, appartenenti alla tradizione pasquale sarda. Chiamate anche pardulas (dal latino quadrula, trasformato poi in pardula) o casadinas (dal sardo casu,  formaggio), traggono le proprie origini dalla Grecia classica e possono contenere un ripieno dolce oppure salato: in Barbagia la variante salata viene aromatizzata con la menta (casadina salida). Anticamente la versione dolce del campidanese era di forma quadrata, data dalla pizzicatura della pasta ai quattro angoli, necessaria per contenerne il ripieno. (Notizie tratte da un testo di Giovanni Fancello,  esperto e docente di storia della gastronomia sarda)
Che siano dolci oppure salate, la curiosità di scoprirne il gusto è senz'altro la prima sensazione che suscitano questi singolari cestini di pasta tirata. Preparati con ingredienti poveri, sono impreziositi dall'aggiunta di zafferano, spezia che proprio in Sardegna viene estratta dagli stimmi del Crocus sativus L., nella provincia del Medio Campidano. Il suo pregio e le sue caratteristiche organolettiche uniche, hanno permesso di insignirlo della D.O.P..
Il colore giallo oro del ripieno ricorda un'alba estiva ed il profumo che ne sprigionano gli aromi, chiudendo gli occhi, riescono magicamente a teletrasportarmi tra corbezzoli e mirto, alle origini di una terra in cui le tradizioni si tramandano e ripetono dalla notte dei tempi. Nonostante la lontananza,  gustare le pietanze tipiche di questi territori, mi riporta dritta dritta lí,  da dove vengo. Altoatesina di nascita, ma sarda fino in fondo al cuore.




Ingredienti per circa 35 pezzi:

200 g di semola rimacinata di grano duro
200 g di farina 00
50 g di burro (nella ricetta originale strutto)
140 g di zucchero di canna chiaro (o bianco)
3 uova
500 g di ricotta (nella ricetta originale di pecora)
1 bustina di zafferano
3 cucchiai di fecola di patate
Scorza grattugiata di un'arancia e di un limone
Un pizzico di sale
A piacere: codette colorate per decorare oppure tuorlo d'uovo e zucchero a velo per spennellare

mercoledì 27 gennaio 2016

I tortellini emiliani: amore a primo assaggio





Questo post inaugura una nuova serie, con la quale vorrei ripercorrere la tradizione gastronomica regionale del Bel Paese. In effetti, ricordiamolo, la gastronomia italiana non può vantare un'unitarietà nazionale, bensí tante piccole realtà territoriali, tramandatesi nel tempo.
Ed ecco che, da nord a sud, ogni regione si esprime al meglio.  Non esiste una connotazione tipicamente "mediterranea" nella nostra cultura gastronomica: esistono tante realtà locali, legate strettamente a quanto ereditato dal passato, variate col tempo e contaminate da influenze di vario genere. Dalle mode del momento, alle varianti etniche, dalla globalizzazione, tutto ha alimentato un bagaglio internazionalmente riconosciuto, che tutti ci invidiano e copiano.





giovedì 5 novembre 2015

Risotto con mele, camembert e sidro


La vita scorre, fluida, ignorando i nostri pensieri e le nostre paure. È così, come una dispensa da rifornire e accudire di continuo. La nostra vita si nutre di noi. Non ignoriamolo. Proviamo ad esplorarne le sfaccettature, stupendoci ed anche soffrendo. Assaporiamone i momenti, i colori, i profumi e non fermiamoci alla prima impressione. Se capita di cadere, niente paura, ci si rialza e ci si consola con una coccola culinaria. Mele, erbe aromatiche, un formaggio delicato e morbido. Ed un ingrediente a sorpresa, che non ha tradito le aspettative. Nella variegata offerta di Pur Suedtirol emerge un sidro di mela, Hoilá, dalle note acidule ed effervescenti: le caratteristiche ideali, per rendere questo piatto molto interessante.