giovedì 5 novembre 2015

Risotto con mele, camembert e sidro


La vita scorre, fluida, ignorando i nostri pensieri e le nostre paure. È così, come una dispensa da rifornire e accudire di continuo. La nostra vita si nutre di noi. Non ignoriamolo. Proviamo ad esplorarne le sfaccettature, stupendoci ed anche soffrendo. Assaporiamone i momenti, i colori, i profumi e non fermiamoci alla prima impressione. Se capita di cadere, niente paura, ci si rialza e ci si consola con una coccola culinaria. Mele, erbe aromatiche, un formaggio delicato e morbido. Ed un ingrediente a sorpresa, che non ha tradito le aspettative. Nella variegata offerta di Pur Suedtirol emerge un sidro di mela, Hoilá, dalle note acidule ed effervescenti: le caratteristiche ideali, per rendere questo piatto molto interessante.



martedì 22 settembre 2015

Lo strudel di mele: Apfelstrudel


Das Leben ist ein Apfelstrudel

Questo signori è il principe dei dolci sudtirolesi. Si è diffuso in queste zone durante il dominio austro ungarico e ha conquistato i palati più sopraffini,  trasformandosi, a seconda dell'occasione, da goloso dolce a pietanza salata. Frutta, verdura,  carne o pesce che siano, la base per il ripieno può variare di volta in volta. E dite chi, trovandosi a visitare l'Alto Adige o la vicina Austria, non abbia,  almeno una volta, provato questa delizia. Pensate che furono addirittura i Turchi a farcelo conoscere, o meglio, a proporlo sulle tavole ungheresi durante le loro scorribande. E da lì a noi, la strada fu breve. La mia versione preferita è quella classica, con le mele. Anche in questo caso le versioni sono diverse, a partire dalla pasta, frolla, sfoglia o tirata. Passando poi alle mele, Golden,  Gala, Breaburn o Renetta.  A voi la scelta. Personalmente prediligo il connubio frolla e Breaburn,  mela rossa asprina e molto aromatica.  Morbidezza e carattere, quanto di meglio si possa esprimere. E l'intrusione calcolata di altri ingredienti che portano questo dolce prossimo alla perfezione.  Ho preso la ricetta da una pubblicazione molto autorevole in Alto Adige, nata dalla fusione del sapere gastronomico di tre chef di questa terra di confine. Il risultato, indovinate, ha reso felici le mie papille....più volte. Preciso che le mele utilizzate per questa preparazione sono assolutamente a chilometro zero: acquistate presso un maso locale, il Valentinhof.

domenica 8 marzo 2015

Insalata di quinoa


8 marzo: Festa della donna. In effetti, al di la' di ogni ragionevole ipocrisia e considerata la reale condizione delle donne, vorrei capire cosa ci sia da festeggiare. D'accordo: e' una ricorrenza storica, una commemorazione di tutto rispetto e che racchiude in se' non un solo significato. Ma pur trovandomi d'accordo sulla necessita' di onorare un fatto di cronaca passata che ha sicuramente segnato una svolta nell'approccio femminile verso un contesto sociale non paritario, non vedo grossi cambiamenti rispetto a quarant'anni fa. Mi ricordo, da bambina, che mia mamma era la prima ad alzarsi la mattina e l'ultima ad andare a dormire. Che, bene o male, facevano capo a lei tutte le incombenze quotidiane legate a figli, casa, scuola, ecc, ecc. Che, pur avendo voluto cercare una collocazione professionale fuori casa, ahime', ha dovuto rinunciare. A quello, come a tanto altro, che sembrerebbe quasi banale elencare. Rinunciare, perche'? Semplicemente per evitare che gli equilibri che, in tanti anni di duro lavoro tra le mura domestiche, aveva creato con dedizione e senso del dovere, andassero a farsi benedire. Gia', in fondo non era "necessario" che andasse a lavorare anche lei, poteva pensarci papa'. E son passati gli anni e lei, moglie e mamma, ha costruito la sua vita intorno a quanto era opportuno fare e non basandosi su quello che le sarebbe piaciuto. Oggi cosa cambia rispetto ad allora? Niente, forse tutto, nel senso che cambiano i contesti, i modi, ma il risultato e' quello. Cerchiamo da decenni un'emancipazione che ci continua a costare troppo cara, rispetto a quello che ci ha permesso di realizzare. Parita'? Macche', semplicemente ci siamo tirate addosso il peso di quanto agli "altri" risulta troppo scomodo gestire. Ora, come allora, siamo noi le destinatarie finali di tutti i guai che altrove non sono graditi e vengono ignorati, dalla notte dei tempi. In tutto questo dovremmo essere profondamente orgogliose di lottare ancora per un ideale che appartiene solo al nostro complicato modo di essere donne. Festeggiare, per cosa? Vivere in modo piu' consapevole sarebbe forse meglio.
E, a proposito di coerenza, torno ad un alimento curioso di cui vi ho gia' parlato tempo fa: la quinoa. Splendido vegetale, conosciuto da poco sulle nostre tavole. Che sembra un cereale, ma non lo e'. Che sembra insipida ed invece ha un sapore che sorprende. Che chissa' quanto e' complicato cucinarla e invece no. Proprio come una donna, rischia di essere fraintesa, invece e' tutt'altro che complicata.
Anche per questo da' il meglio nelle preparazioni semplici.
Ecco una ricettina veloce veloce:



lunedì 26 gennaio 2015

Dolce al cioccolato "light" e abbinamenti azzardati...molto Pur


"Dovresti inventare un dolce dietetico, cioeˋ, senza calorie...insomma, che non faccia ingrassare....". Frase di donne in lotta armata contro la bilancia, dopo le festivitaˋ natalizie. E tu, fata turchina senza bacchetta magica, cosa rispondi? Ovviamente che non si puoˋ. Che i dolci, per definizione, sono dolci e dovrebbero servire a sollevare il morale, ad accrescere la nostra autostima dopo una delusione: dovrebbero colmare vuoti improvvisi insomma. Anche sul giro vita, purtroppo. Altrimenti non ci sarebbe gusto a definirli peccati di gola. Ed eˋ proprio per questo che cibarsene dovrebbe avere, quale effetto immediato, un senso di riappacificazione col mondo intero. Facendoci ripiombare subito dopo nell'abisso dei sensi di colpa che non finiscono mai. Solo se si decide di buttare la bilancia dalla finestra. Magari centrando il parabrezza della vicina insopportabile che, anche avendo superato gli anta da tempo, sfoggia una taglia quaranta. Che peraltro, detto fra noi, la fa sembrare tanto un  ramo secco travestito, vista l'etaˋ. Io peroˋ, che amo le sfide, non mi faccio prendere dallo sconforto e penso a un evergreen: il cioccolato. Accompagnato poi ad una mousse di mela che interpreta egregiamente il ruolo del "buono e sano", allora diciamo che si compie quasi una magia. A tutti piace il cioccolato e gustarlo in questa versione quasi light, in fondo non eˋ peccato. La mousse di mela fa parte delle proposte gastronomiche di Pur Suedtirol di Merano, di cui vi ho giaˋ parlato in altri post e che pone un'attenzione particolare nella selezione dei prodotti offerti. Tutti da scoprire e tutti da gustare, con leggerezza. Questa composta eˋ un vero concentrato di sapore, solo polpa di mela al 90% e zucchero di canna.


E se accompagnamo al tutto una spolverata speziata di cannella e zenzero, riusciremo addirittura a non ricordarci piuˋ che esistono bilance, grassi saturi e colesterolo cattivo. A dirla tutta il cioccolato fondente eˋ un alleato delle nostre arterie e del nostro buonumore, ricco di antiossidanti e serotonina. Della mela sappiamo giaˋ  tutto,  toccasana ad ogni etaˋ : in questa mousse solo mele di montagna, nel pieno rispetto della tradizione contadina altoatesina. Dunque, riepilogando, ingredienti semplici, sensi di colpa zero, quindi, soluzione trovata.